Spotorno in bici

Attraverso l’Appennino

Questa settimana, più che un itinerario vero e proprio, proponiamo un’esperienza personale vissuta recentemente, una piccola sfida, alla ricerca dei propri limiti, alla ricerca di motivazioni sempre nuove: da Stazzano (Alessandria) a Spotorno (Savona), in bicicletta.
Duecentotrenta chilometri in due giorni, dalle colline al mare, attraverso l’Appennino.
Non si tratta sicuramente di una sfida “estrema”, ma di un’esperienza solitaria, in autonomia, che necessita comunque di un buon allenamento e convinzione dei propri mezzi, un’esperienza alla portata di molti, che può arricchire e ricaricare.

Si parte
Giornata calda alla partenza, vento assente, bicicletta in condizioni smaglianti ed un piccolo zainetto: un cambio di vestiti, scarpe ultralight, antipioggia, barrette energetiche, kit di riparazione per forature o piccoli interventi meccanici.
L’imperativo, come sempre in bicicletta su percorsi lunghi, è la GESTIONE delle forze; i primi 35 km verso Ovada sono all’insegna del fulgore psicofisico, trattenuto a stento.
Inizia ora la lenta risalita verso il Passo del Turchino (m. 532), circa 30 km di strada quasi sempre con pendenza a sfavore, con tratti a volte piuttosto impegnativi, transitando per Rossiglione, Campo Ligure e Masone.

In picchiata verso il mare
Due chilometri di salita (5-7%), preludono alla galleria del Turchino, dopo la quale si scende in picchiata (oltre 10 km) verso il mare, fino a Genova Voltri.
Inizia la seconda fase dell’avventura, quella lungomare, sulla Via Aurelia.
Arenzano (con breve sosta), Cogoleto, Varazze, Celle Ligure, Albissola…gioie e dolori, tratti meravigliosi lungomare alternati alle difficoltà di transito nei centri abitati.
La più problematica è Savona, lunga e trafficata: rispetto delle regole e del codice della strada, ma mai atteggiamento remissivo, anche i ciclisti hanno diritto di sopravvivere in questa dittatura automobilistica italiana.
Il chilometraggio raggiunge le tre cifre, il piccolo zaino assume dimensioni ciclopiche, la fatica giunge prepotente.

Spotorno
Proprio questa è l’essenza di questo sport meraviglioso, ad ogni chilometro una piccola sfida, ad ogni chilometro un traguardo.
Vado Ligure, l’Isola di Bergeggi annuncia il Paradiso, la smorfia di fatica sulla breve salita dopo questa incantevole località, si apre in un largo sorriso, alla vista della scintillante e vacanziera Spotorno: l’arrivo è trionfante (114 km – 4 ore e 9 minuti).
Una cena deliziosa ed un riposo che inizia ad un orario “francescano”, preparazione al secondo giorno, che sarà il più duro.

Il ritorno
Il mattino è carico di sole, motivazione ed entusiasmo…le energie andranno cercate cammin facendo.
Gestione assoluta per i primi 40 km, in attesa della scalata del Turchino, vietato inseguire baldanzosi ciclisti pieni di energia, che pedalano ad una velocità quasi doppia.
Dieci chilometri di salita non durissimi (5-7%, max 8%), ma degni di umiltà e rispetto.
Dopo il sospirato scollinamento, la strada quasi sempre favorevole ed un provvidenziale scirocco alle spalle, ben oltre Ovada, riporta il ritmo su livelli accettabili.
Lo scoccare del centesimo chilometro ed una lieve pendenza (2%) prima di Basaluzzo, provoca l’inesorabile accensione della spia della riserva, caldo, vento ora sfavorevole e quella sgradevolissima sensazione che i copertoncini si stiano incollando all’asfalto.

Gli ultimi chilometri, oramai è fatta, un nuovo piccolo/grande traguardo superato, in attesa del prossimo…sempre avanti (115 km – 4 ore e 35 minuti).

 

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