Le Dolci Terre

Trekking in bici sulle strade dei Campionissimi

Durante il mio passato da ciclista, prima del mio ritorno a tempo pieno alla mia grande passione, quella dei trekking in montagna, amavo particolarmente percorrere un itinerario collinare nella zona fra Novi Ligure e Gavi, in provincia di Alessandria.
Un percorso tranquillo e rilassante, divenuto negli ultimi anni un vero e proprio itinerario ciclo-turistico, attraverso un progetto finanziato dall’Unione Europea in collaborazione con la Regione Piemonte.

Le Dolci Terre
Si tratta del giro delle “Dolci Terre”, che si snoda sulle bellissime colline fra i Comuni di Novi Ligure, Pasturana, Francavilla Bisio, Gavi e Serravalle Scrivia.
Percorrevo quest’itinerario come allenamento prettamente invernale, poche salite e discese, ma un andamento mai banale, supportato dalla bellezza del paesaggio.
E’ storicamente conosciuta come la zona di produzione del “Gavi”, noto vino bianco locale, vigneti a perdita d’occhio che caratterizzano tutto il percorso.
Durante l’ultimo decennio, la popolarità della zona è cresciuta notevolmente grazie alla costruzione del campo da golf, l’apertura di resort ed alberghi di prestigio e la frequentazione da parte di personaggi famosi.
Il giro delle Dolci Terre ha ovviamente molteplici varianti, sia per quanto riguarda la località di partenza, sia per il suo sviluppo.

Dal Museo dei “Campionissimi”
Recentemente ho pensato di riaffrontarlo dopo anni, partendo da un luogo simbolico per i ciclisti: il Museo dei Campionissimi di Novi Ligure.
Dedicato a due figure mitiche del ciclismo del passato quali Costante Girardengo e Fausto Coppi, originari della zona e capostipiti di una stipe di ciclisti irripetibile.
Uscendo dall’abitato di Novi, pedaliamo dopo una breve salita alla volta del Comune di Pasturana per circa 5 km su terreno ondulato.
Dopo una breve discesa, arriviamo poi in vista di Francavilla Bisio (altri 4 km), dominata dal suo imponente castello.
Costruito nel X secolo, fu ampliato durante il Medioevo ed oggetto di rimaneggiamenti ottocenteschi, mantenendo però l’aspetto medioevale.
La parte centrale della gita che porta al Comune di Gavi è sempre stata la mia preferita.

Dieci chilometri pressoché pianeggianti, ma mai noiosi, che consentono di sfruttare le doti di velocità e scorrevolezza della bici da corsa.
Con un minimo di allenamento e poco vento, in questo tratto “non si sente la catena”, utilizzando un gergo tipicamente ciclistico.
Siamo a Gavi, grazioso paese dominato dalla sua spettacolare fortezza militare, dalla lunga e tormentata storia, sulla quale troviamo le prime testimonianze storiche addirittura alla fine del X secolo.

Il bisogno della fatica
L’emozione in bicicletta è data però dalla fatica e dall’adrenalina delle salite.
Decidiamo quindi, appena fuori Gavi, di svoltare a sinistra, in prossimità del convento dei frati, dedicato a Nostra Signora delle Grazie, verso la frazione di Monterotondo.
Ci attende un chilometro abbondante piuttosto duro (tratti al 10%), preludio alla ripida discesa che termina davanti Resort Villa Sparina, con una deliziosa visuale sulla Chiesa del piccolo paese.
Proseguendo ancora verso Serravalle Scrivia, sulla strada che costeggia il campo da golf, giungiamo davanti all’Hotel La Bollina, nei pressi dell’omonima azienda vinicola.
Giriamo a sinistra incontrando la Cappella della Bollina, dalla quale parte un panoramico anello di otto km, per camminatori e runner.
Siamo in dirittura finale, ancora 5/6 km di saliscendi nel verde delle colline ed eccoci al punto di partenza, in totale 37 km di pedalata.
Non è stata un’esperienza banale, non soltanto soddisfazione psicofisica, ma anche un piccolo viaggio alle origini di una cultura contadina vecchia secoli, verso le nostre radici; un ricordo che purtroppo nella nostra memoria sta diventando inesorabilmente sempre più sbiadito.

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