Il Monte Tugello

Il trekking più selvaggio nel Parco di Marcarolo

L’attività escursionistica di Trekkinginside, sia in Appennino che sulle Alpi spazia dagli itinerari brevi e semplici adatti alle famiglie, fino a trekking impegnativi, sia per lunghezza che per livello tecnico ed ambientale.
Recentemente, ho affrontato quello che personalmente ritengo il percorso più impegnativo, rimanendo sempre nell’ambito escursionistico, della nostra zona appenninica: la cresta est per il Monte Tugello (m. 848), nel cuore del Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo.

Dal Valico degli Eremiti
La base di partenza è nei pressi del Valico degli Eremiti (m. 560), raggiunto in auto dai Comuni di Voltaggio (5 km) o di Bosio (7 km).
Arrivati al Valico, si prosegue per 200 metri circa in direzione delle Capanne di Marcarolo e si posteggia in prossimità del segnavia sulla destra (2 trattini gialli), che contraddistingue l’itinerario per i Laghi della Lavagnina.

La prima parte in lieve discesa nel bosco introduce immediatamente in un contesto selvaggio e suggestivo, con una visuale sulla sinistra verso la cresta che ci attende.
Giunti ad un’evidente ansa del Torrente Gorzente, che proviene da sinistra (30 minuti/ quota 400), lo si attraversa, notando immediatamente una placca verticale (2° grado), caratterizzata da un chiodo posto circa a metà, che segna l’attacco della cresta est.

Adrenalina
Spostandoci pochi metri sulla destra, è possibile aggirarla, con difficoltà inferiori, affrontando passaggi di arrampicata fra rocce e tratti erbosi, sui quali occorre molta prudenza.
La percezione di trovarsi su un itinerario oltremodo selvaggio e poco frequentato è netta, si procede fra ripide roccette, boscaglia e passaggi esposti, che richiedono esperienza e sangue freddo.

Ad ogni passo si ha la sensazione di aver smarrito la via corretta, ci vengono fortunatamente in soccorso un paio di ometti di pietra e degli opportuni nastri rossi legati ai piccoli alberi sul percorso.
Per evitare pericolosi inconvenienti, l’imperativo è comunque quello di rimanere sempre sul filo di cresta, direzione sud ovest.

Finalmente si respira
Con sollievo, verso quota 600 la cresta cambia le proprie caratteristiche, addolcendosi un poco…e l’uso dei piedi ritorna prevalente.
Con un percorso che comunque mantiene sempre connotati piuttosto aspri, giungiamo ad un’anticima a quota 750, contraddistinta da un grande ometto di pietra.
Da qui in 15 minuti siamo in vetta al Tugello, caratterizzato da un elegante Croce e da una notevolissima visuale sul Monte Tobbio (m. 1092), indiscutibilmente la maggiore attrazione del Parco e sul Monte delle Figne (m. 1172), che ne rappresenta la massima elevazione.
Per il ritorno optiamo per la via molto più tranquilla, che a destra scende verso il Ponte Nespolo ed un successivo ritorno ad anello sulla strada asfaltata (opportuno l’utilizzo di due automobili per evitarlo).
In ogni caso, nel Monte Tugello l’ennesima scoperta che il nostro amato Appennino sa offrire natura, percorsi selvaggi…ed oggi anche una buona dose di adrenalina.

Informazioni utili
Località di partenza – Valico degli Eremiti (m. 560)
Difficoltà – Escursionisti esperti con nozioni di arrampicata
Dislivello – 450 m
Tempo di salita – 1 ora e 30/ 1 ora e 45
Tempo di discesa – 1 ora/ 1 ora e 15 (al Ponte Nespolo)
Lunghezza a/r – 6 km (10 km circa con il tratto asfaltato)

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4 Comments

  1. il parco ci regala sempre nuove esperienze e nuove emozioni. grazie per aver condiviso questa esperienza.
    gli ometti di pietra sono sempre dei grandi aiuti, contribuiamo sempre al loro mantenimento quando li incontriamo

  2. 21.5.17 – avevo letto della cresta est ma pensavo di fare un’escursione più tranquilla, così io e altri 4 amici decidiamo di andare sul tugello partendo dal ponte Nespolo, nessuno di noi l’aveva già fatto in passato, ma un guardia parco, qualche mese fa, ci aveva detto che c’era un sentiero che partiva sulla sinistra del torrente… fatto sta che non abbiamo trovato il sentiero ed abbiamo proseguito per parecchio sul gorzente,senza perdere di vista la cima del monte, fino ad un punto dove il torrente fa una decisa curva sulla destra, abbiamo trovato una bella spiaggetta con un piccolo laghetto e cascatina, così ci siamo riposati un po’, dopo tutti insieme decidiamo di non arrenderci e iniziamo a salire (credo sia il lato sud) senza tracce e sentiero, dopo tanta fatica ed qualche arrampicata arriviamo in vetta, decidiamo di scendere per il sentiero che sembra dalla cima ben visibile,
    invece entrando in un boschetto lo perdiamo, a quel punto decidiamo ancora un fuori pista seguento un corso d’acqua, molto ripido, ed alla fine ritorniamo sul gorzente, ancora circa 300 metri sui sassi del fiume ed arriviamo all’auto a ponte Nespolo. Prima volta che raggiungiamo una cima con un fuori pista… veramente emozionante.

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