Il Monte Thabor

Sorprese e conferme in Alta Val Susa

Trekking fuori dalle nostre rotte escursionistiche classiche, questa settimana per noi di Trekkinginside, in Alta Val Susa, in Provincia di Torino, con sconfinamento in territorio francese: il Monte Thabor (m. 3178).
Itinerario non difficile, ma assolutamente degno di rispetto, adatto a camminatori allenati e determinati, sia per la quota, che per il dislivello (1400 m) e la distanza chilometrica da percorrere (17.8 km a/r).
Lo scorso inverno, ci fu il primo contatto con questa zona, durante la nostra ciaspolata in Valle Stretta, con partenza poco sopra Bardonecchia.

Dal Rifugio “I Re Magi”
La prima parte dell’itinerario verso il Thabor ricalca lo stesso percorso, con il piccolo particolare di un metro e mezzo di neve in meno.
Da Bardonecchia, si raggiunge in auto il Pian del Colle (m. 1440), sede del posteggio invernale e si prosegue fino al Rifugio “I Re Magi” (m. 1769/ posteggio obbligato qualche centinaio di metri prima).
In lontananza la sagoma del nostro obiettivo è già visibile, l’impressione è che sia molto lontana, entro breve diverrà una certezza.

Le differenze con il nostro trekking invernale sono ovvie, sia per il fatto ambientale, sia per la facilità con la quale raggiungiamo il bivio presso il Pian de la Fonderie (m. 1905).
Prendiamo a sinistra, inoltrandoci nella pineta; proseguendo diritti invece, si raggiunge il Col de Vallee Etroite (m. 2455), dal quale si arriva al Rifugio Monte Thabor (m . 2505).

Scenario dolomitico
All’interno del bosco la pendenza aumenta sensibilmente, su larga sterrata, evitabile con numerosi tagli.
Giunti ad una baita verso quota 2100, il vallone si apre offrendo uno scenario davvero notevolissimo.
Dopo l’attraversamento di un ponte verso destra, saliamo per prati con pendenza regolare, con il nostro traguardo sempre di fronte a noi, in un ambiente dai connotati quasi dolomitici.
Giunti al Col des Meandes (m. 2727), dove incrociamo l’itinerario proveniente dal versante francese, l’aspetto del sentiero cambia radicalmente, in proporzione alla pendenza, pur rimanendo molto ben battuto e segnalato.
Si ha la netta percezione dell’avvicinarsi dei 3000 metri di quota.

Ambiente lunare
L’ultimo tratto è quasi “lunare”, la Chiesetta posta sulla vetta pare lontanissima, spesso però una tale asprezza ambientale, rappresenta uno stimolo decisivo per andare avanti.
Finalmente siamo di fronte alla piccola Cappella, appena in tempo per apprezzare la bellissima visuale, prima dello scatenarsi del temporale durante la discesa.
Giornata di sorprese e conferme in Alta Valle Susa, nella quale la Montagna ha per l’ennesima volta recitato il suo ruolo, a volte duro, a volte imprevedibile…ma sempre sincero.

Informazioni utili
Località di partenza – Rifugio “I Re Magi” (m. 1769) – Alta Val Susa – Bardonecchia
Difficoltà – escursionistico (necessario allenamento)
Dislivello – 1400 m
Tempo di salita – 3 ore e 30/ 4 ore e 30
Tempo di discesa – 3 ore/ 3 ore e 30
Lunghezza a/r – 17.8 km

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