Il Monte Alfeo

Alla scoperta di una montagna selvaggia e solitaria

Accade a volte di scoprire trekking che immediatamente ci entrano dentro, fanno scoccare una sorta di scintilla e con il passare degli anni diventano imprescindibili.
img-20161119-wa0021Lo scoprii quasi un quarto di secolo fa e da allora le mie visite sulla sua sommità sono divenute praticamente annuali.
E’ il Monte Alfeo (m. 1650), selvaggia ed isolata montagna della Val Trebbia, in Provincia di Piacenza.

Partenza dalla Val Borbera
Il trekking descritto, che è poi largamente il più interessante e divertente, parte però dall’Alta Val Borbera, presso la località di Capanne di Carrega (m. 1367), raggiunta risalendo tutta la valle e transitando per gli abitati di Borghetto Borbera, Cabella e Carrega Ligure.
Si tratta di un percorso non difficile, ma lungo e faticoso, inserito in un ambiente particolarmente isolato, adatto indiscutibilmente a camminatori allenati.

I periodi consigliati per affrontarlo sono senza dubbio la primavera inoltrata e l’autunno.
Nei pressi dell’agriturismo di Capanne di Carrega, si prende a sinistra in direzione del vicino Monte Carmo (m. 1640); la prima fase, davvero suggestiva, si svolge all’interno di una splendida faggeta fra alberi secolari.
In vista dei prati sommitali del Carmo (20 minuti), troviamo un grande masso con l’indicazione a destra in discesa verso l’Alfeo.

In armonia con la natura
Inizia una bellissima parte della gita, fra saliscendi, in un’alternanza di prati e bosco, con una piacevolissima esposizione a mezzogiorno.

A metà percorso (4 km), incrociamo una sterrata, che percorriamo per poche decine di metri, risalendo poi a sinistra su un grande prato, con pendenza crescente ma non problematica.
Al termine del dosso erboso, si taglia decisamente a sinistra fra i faggi, con una suggestiva visuale dell’Alfeo, che sornione, pare aspettarci.
Dopo una ripida discesa, siamo sulla cresta finale: in corrispondenza di una cappelletta in pietra, si risale decisamente di nuovo a sinistra.

Fatica ed emozione verso la vetta
Rimane l’ultimo ripidissimo pendio erboso, che specialmente nel primo tratto va affrontato con circospezione dal punto di vista cardiaco.
img-20161119-wa0020Al termine della cresta ci attende la statua della Vergine col Bambino ed una visuale inedita su tutte le cime dell’Alta Val Borbera, che mostrano il loro versante settentrionale.
Il ritorno, in considerazione anche del terreno a volte impervio e la fatica accumulata, va affrontato con concentrazione, ma anche con un’assoluta consapevolezza: aver scoperto uno splendido trekking appenninico, che rimarrà per sempre nel nostro cuore e nella nostra memoria.

Informazioni utili
Località di partenza – Capanne di Carrega (m. 1367) – Val Borbera
Difficoltà – Escursionistico
Dislivello – 280 m, in realtà oltre 800 con i saliscendi
Tempo di salita – 2 ore e 45 / 3 ore e 15
Tempo di discesa – 2 ore e 30 / 3 ore
Lunghezza a/r – 16 Km
Periodi consigliati – Primavera inoltrata e autunno

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6 Comments

  1. ho sempre visto il monte Alfeo, durante le varie escursioni, purtroppo non ci sono mai stato. Una montagna dal grande fascino, sia per la sua forma, sia per le storie e le leggende che si possono ascoltare dagli abitanti della val Boreca. Ci potete consigliare anche qualche percorso meno impegnativo per escursionisti meno esperti?

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