Notte al bivacco

Trascorrere una notte in mezzo alle montagne, specie per chi non lo ha mai fatto, può essere un’esperienza speciale, un ricordo indelebile nella memoria di un escursionista.

Rifugi & bivacchi
img-20161024-wa0057Le montagne italiane sono punteggiate da un’infinita serie di rifugi e bivacchi, a volte costruiti in luoghi inimmaginabili.
Esistono rifugi utilizzati essenzialmente come base di partenza per la salita alle vette circostanti, altri invece più “fini a se stessi”, nati per dare la possibilità a più persone di godere delle meraviglie della montagna.
Fra rifugio e bivacco la distinzione è netta: il rifugio è sostanzialmente un albergo d’alta quota, custodito, spazioso, accogliente, dove si ha la possibilità di incontrare parecchi escursionisti.
Esistono poi i bivacchi, incustoditi, più angusti, posizionati a quote superiori, utilizzati dagli alpinisti per le loro ascensioni.
Accade sovente di arrivare ad un bivacco e non incontrare nessuno: trascorrere una notte in solitudine sulle montagne è a mio giudizio un tatuaggio indelebile nella memoria di ogni escursionista.

Il Reopasso
Sulle Rocche del Reopasso, sopra Crocefieschi, in provincia di Genova, esiste un minuscolo bivacco, costruito in posizione ardita, letteralmente abbracciato alla montagna; un luogo per me magico, il “mio” bivacco.

Il bivacco del Reopasso è raggiungibile per la “via normale”, che aggira le Rocche sul versante meridionale, percorso breve, ma piuttosto verticale consigliato ad escursionisti esperti.
Esiste poi una via ferrata, molto interessante e divertente, riservata a chi ha esperienza e dimestichezza con i materiali e l’equipaggiamento necessari per proteggersi su questo tipo di terreno.

La ferrata
L’itinerario per il Reopasso inizia in fondo al paese di Crocefieschi, nei pressi della Chiesa di Santa Croce (m. 742).
Dopo un breve tratto asfaltato con una deliziosa vista sul paese, giungiamo alla Cappella della Madonna della Guardia, dove inizia il sentiero FIE vero e proprio.
Dopo un tranquillo chilometro di saliscendi, si arriva all’attacco del primo settore della via ferrata. Il percorso attrezzato è costituito da 4 settori: l’Anchise (m. 882), la Biurca (cima nord m. 941 – cima sud m. 934), il Traverso e la Carega do Diao (m. 957).

Complessivamente la ferrata del Reopasso è da considerarsi piuttosto impegnativa, con tratti esposti ed a volte strapiombanti; è obbligatorio l’uso dell’attrezzatura specifica per ferrate ed un po’ di allenamento ed abitudine alla verticalità.
Dall’inizio del primo settore, l’Anchise appunto, si può scegliere se salire sulla cima o puntare verso il bivacco costruito fra le due vette della Biurca, utilizzando il sentiero.
In entrambi casi, in poco tempo siamo all’attacco del secondo settore, senza dubbio il più conosciuto, possiamo continuare sulla sinistra sulla via normale o affrontare la ferrata, poco distante, sulla destra.
La visuale sul bivacco, proprietà del CAI di Busalla e profondamente ristrutturato nel 2004, è impressionante, la piccola casetta di legno sembra letteralmente incollata alla roccia.

I primi 25/30 metri sono piuttosto duri, quasi verticali, al termine dei quali respiriamo un attimo con un breve tratto di sentiero.
La parte centrale è la più lunga (90 metri) e conduce senza problemi al pezzo finale (50 m), di gran lunga il più impegnativo, con tratti strapiombanti ed un impegno psicofisico consistente.
Siamo alla Madonnina della cima sud, da qui con un cavo si scende al bivacco e con un altro breve tratto attrezzato c’è la possibilità di accedere alla croce della cima nord, dove arriva anche il ripido sentiero della via normale, sulla cresta sud ovest.
La ferrata prosegue poi verso i rimanenti due settori: il Traverso, con un divertente ponte sospeso e la Carega do Diao, la vetta più alta della cresta, con difficoltà analoghe alla Biurca.

Notte magica
Dopo la parte più divertente e fisica dell’escursione, va in scena l’emozione allo stato puro.
img-20161024-wa0055Sono anni che salgo in questo luogo meraviglioso, per trascorrere notti in solitaria indimenticabili, in tutte le stagioni, con ogni tipo di clima…e l’emozione è sempre la stessa.
La vita al bivacco è scandita dai ritmi della natura, al tramonto si va a dormire, con le prime luci del mattino ci si sveglia.
Al Reopasso si trova tutto ciò di cui si ha bisogno: il cibo, il fuoco, il riposo.
In questo luogo i cinque sensi vengono amplificati, esce la parte positivamente animalesca dell’individuo, riaffiorano emozioni a lungo tempo sopite.
In questa minuscola casetta la televisione è il caminetto acceso, la connessione non è internet, ma con qualcosa di assoluto, attraverso il cielo stellato.
Solo provando si può comprendere di cosa io stia parlando…il Reopasso ci mette a nudo, ma allo stesso tempo il Reopasso ci protegge.
Ovviamente per vivere un’esperienza serena e riposare un numero accettabile di ore, occorre un’attrezzatura adeguata per il pernottamento, variabile a seconda delle stagioni e la possibilità di cucinare qualcosa di caldo per la cena e al mattino dopo il risveglio.
img-20161024-wa0049Posso solo dire grazie per l’esistenza del Reopasso ed a chi ne ha cura ormai da decenni; qui ho trovato la mia vera casa, qui…ho scoperto la mia vera essenza.

Informazioni utili
Località di partenza – Crocefieschi (m. 742)
Dislivello – 200 m
Lunghezza sentiero via normale – 2 km
Tempo di salita – 45 minuti con il sentiero, 1 ora con la ferrata
Difficoltà – E/E il sentiero, D la ferrata
Note -Per la ferrata obbligatoria attrezzatura di sicurezza.

Ti è piaciuto? Condividilo!



Commenta per primo!

Lascia un tuo commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.


*