L’Alfeo

Trekking di fascino e fatica in Val Trebbia

La scelta su questa montagna, cade quando l’escursionista vuole alzare l’asticella: lunghezza considerevole, dislivello complessivo importante, ambiente selvaggio e difficoltà meteorologiche a volte impegnative.
Il Monte Alfeo (m. 1651) è una montagna della Val Trebbia particolare, sia per il suo inconfondibile profilo piramidale, sia per l’andamento del percorso per raggiungere la sua sommità.
I continui saliscendi livellano molto la differenza fra salita e discesa, rendendolo un trekking impegnativo sino all’ultimo metro.

Da Capanne di Carrega
Le vie d’accesso sono sostanzialmente due: quella piuttosto breve dalla Località di Bertone, in Val Trebbia, e quella largamente più interessante da Capanne di Carrega (m. 1367), in Alta Val Borbera, presso l’omonimo agriturismo, raggiunto transitando per i Comuni di Cabella e Carrega Ligure.
Il primo chilometro di percorso è in comune con quello per il Monte Carmo (m. 1640), all’interno della splendida faggeta.
Giunti presso un grande masso con relativo segnavia, si prende a destra in discesa, dando inizio all'”avventura” vera e propria.
Questa fase centrale della gita è molto godibile, sia per la favorevole esposizione a mezzogiorno, sia per l’alternanza di bosco e piccole radure, tipiche della nostra meravigliosa natura appenninica.

Belvedere straordinario
Dopo poco più di quattro chilometri, un grande prato in salita che interseca la sterrata verso il Monte Zuchello, introduce ad uno splendido belvedere sulla cresta finale dell’Alfeo.
Il nostro obiettivo, inizia a mostrare le sue peculiarità, l’illusione di poter attaccare il pendio finale è bruscamente interrotta da una ripida discesa, che fa perdere tutto il dislivello guadagnato durante i primi sei chilometri.

Il sentiero va via via stringendosi ed occorre attenzione per intercettare l’ultima decisiva deviazione a sinistra, poco dopo un’edicola votiva in pietra.
Un tratto a mezza costa, ci prepara all’attacco del pendio finale.

Fatica verso la vetta
Siamo a quota 1370, i restanti 280 metri di dislivello che ci separano dalla sommità, sono coperti in poco meno di 800 metri di sviluppo.
Chiunque abbia dimestichezza con la montagna, intuisce che si tratta indiscutibilmente della maggiore difficoltà della gita.

Con il cuore a mille siamo di fronte alla Vergine col Bambino, che personalmente suscita in me un’emozione sempre intensa, oltre al bellissimo scenario dell’Alta Val Borbera, visto dal versante settentrionale, per noi meno frequente.
Una ripida e circospetta discesa, preluderà ad un impegnativo ritorno, con uno zaino colmo di bellissime immagini di un trekking, su una montagna diversa da tutte, su una montagna…non per tutti.

Informazioni utili
Località di partenza – Capanne di Carrega (m. 1367) – Val Borbera
Difficoltà – escursionisti allenati
Dislivello – 280 m (oltre 800 con i saliscendi)
Tempo di salita – 3 ore/ 3 ore e 30
Tempo di discesa – 2 ore e 45/ 3 ore e 15
Lunghezza a/r – 16.7 km

 

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