La Fatica

Nuovi scenari, nuove prospettive

Quando la provi, non vedi l’ora che finisca, quando poi questo accade, non vedi l’ora che ritorni.
Succede a chi non si accontenta di rimanere seduto come spettatore, a chi vuole mettersi in gioco, a chi vuole alzare l’asticella.
E’ una droga subdola e strisciante, che si impadronisce di ogni cellula del nostro corpo, una droga che non si compra, tutto avviene per colpa o per merito nostro: la Fatica.

Quando sulle montagne il traguardo sembra non arrivare mai, ogni singolo muscolo è indolenzito, la vista annebbiata dal caldo insopportabile, le dita delle mani paralizzate dal vento gelido; una forza misteriosa e affascinante ci viene in soccorso, i limiti si allontanano, aldilà delle nostre paure.

Da decenni subisco e gioisco di questa dipendenza, spesso non permetto al mio fisico di recuperare completamente, per ripartire verso nuovi traguardi.

Gli anni del fulgore, della brillantezza psicofisica, sono giunti al termine, gli acciacchi hanno preso il sopravvento.
Tutto ciò un tempo spontaneo, immediato, è divenuto oggetto di riflessione, di calcolo, di conservazione.
E’ un nuovo percorso, succede ai grandi atleti come ai piccoli…ed io sono fra questi.
Inizia un viaggio, complesso a volte, di conoscenza, di autoaccettazione, di spostamento degli obiettivi.
Molti affermano: “chi si accontenta gode“, io rispondo: “chi si accontenta muore“.

Durante la vita, sembra banale, ma la cosa fondamentale è “vivere“, scoprire, ricercare: dal venir meno delle forze fisiche arriva paradossalmente l’energia per esplorare nuovi orizzonti.
Arrancando su salite che prima mi vedevano scintillante camminatore, ho scoperto atmosfere e panorami fantastici, per anni sconosciuti.
Scendendo, impacciato nelle pietraie, mi sono ritrovato a scattare immagini per me memorabili, a raccontare esperienze che anni prima scivolavano sotto i miei scarponi, senza lasciare traccia.
Quando i dolori alle gambe il giorno dopo non passano, e nemmeno il successivo, mi trovo a maledire l’età che avanza; ma è un percorso, ogni esperienza fa parte di un dipinto, da arricchire con un nuovo colore ogni giorno.

Lo zaino è sempre sulle spalle, il cammino va avanti, la vita va avanti…fino alla fine.

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4 Comments

  1. è proprio vero, ogni fase della vita ha le sue caratteristiche, sta a noi percepire e cogliere il meglio da ognuna di esse. e la montagna ne è un ottimo banco di prova

  2. Un po’ di fatica insieme l’abbiamo fatta… mai fine a se stessa, quasi sempre piacevole, tanto è vero che abbiamo continuato a cercarla. Adesso siamo (io più di te, per evidenti questioni anagrafiche) nella piena maturità della fatica, nella sua somma espressione, quella che consente di arrivare ancora dove arrivavi una volta e di andare anche oltre… Sono consapevole che un giorno la fatica prenderà il sopravvento sulla passione e ci dirà: “basta, ragazzi (eufemismo), è ora di smettere”. Quel giorno, spero il più lontano possibile, dovremo essere bravi a capire e ad accettare il verdetto. Ma per ora, tante sfide e tanta fatica ci attendono ancora, per godere della gioia di un tramonto, di un alba, di una vetta

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