Il Trekking

Allenamento, preparazione, disciplina

Lo spunto per questo articolo, nasce da un nostro recente trekking chilometrico: dal Santuario della Guardia di Gavi a quello di Genova.
Poco meno di quaranta chilometri, nove ore di cammino al termine delle quali le nostre condizioni erano a dir poco smaglianti.
Sicuramente non frutto del caso, ma è il risultato di un’esperienza trentennale, di una preparazione tecnica, fisica e mentale che permettono ai nostri trekking di diventare esperienze di successo.
Le componenti per tale risultato sono molteplici, le andiamo ad elencare, a livello di nostra opinione personale, senza avere la presunzione di proporre dogmi o verità assolute.

I materiali
Iniziamo dallo step più facilmente raggiungibile: abbigliamento ed equipaggiamento tecnico.
La tecnologia dei materiali è in continua evoluzione, capi sempre più leggeri, traspiranti, performanti.
Fondamentale è la stratificazione e per quanto riguarda le calzature la leggerezza e l’elasticità.
Anche in questo caso la scelta deriva dall’esperienza e perché no, dal portafogli.
Anche se l’escursionismo offre margini più tranquillizzanti rispetto all’alpinismo, spendere il giusto può determinare risultati a volte sorprendenti.
Avere sempre con sé un antivento e qualche capo di emergenza (guanti, berretto, calze di ricambio), considerando le variazioni repentine di clima e di temperatura, specie in alta quota e durante la stagione estiva che va ad iniziare.

Preparazione fisica ed alimentazione
Il trekking, specie se di lunghezza e dislivello considerevoli, lascia poco spazio ai compromessi, occorre confidenza con il gesto del camminare, che deve diventare pressoché quotidiano, iniziando dai gesti e dalle abitudini della vita di tutti i giorni.
Senza raggiungere livelli maniacali, tutto ciò dev’essere accompagnato da uno stile di vita ed un’alimentazione varia ed equilibrata.
Colazione abbondante ma non eccessivamente carica di zuccheri, in modo da diluire le energie durante tutto il trekking e non solo nella prima parte.
Il tutto accompagnato da brevi spuntini ed idratazione, valutando sempre la lunghezza del percorso.

Approccio mentale
Per ultima, ma non meno importante, la componente psicologica, la più difficile da ottenere ed allenare.
La mentalità corretta è frutto dell’esperienza, degli anni che scorrono, un risultato ottenuto passo dopo passo, complesso ma entusiasmante.
In montagna spesso si fa fatica, spesso le condizioni ambientali sono sfavorevoli, qui la politica del lamento non funziona, qui chi cammina giunge al traguardo, chi protesta resta al palo, una meritocrazia che noi amiamo molto.
Sembra banale, ma l’esperienza ci porta a dire che non lo sia: per coprire un tragitto in un determinato tempo occorre sempre un ritmo adeguato, se l’andatura viene dimezzata, la lunghezza verrà inevitabilmente raddoppiata.
I chilometri, i dislivelli, si guadagnano, non si acquistano al supermercato.
Il lettore potrà trovare banali o scontate queste poche righe, oppure stimolanti e decisive; di una cosa siamo certi: la componente fondamentale per tutte le attività della nostra vita è la PASSIONE…e noi ne abbiamo in abbondanza.

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