Il Passo Grostè

Alla scoperta del Brenta settentrionale

Ritorno sulle Dolomiti di Brenta questa settimana, con un itinerario particolare, non tanto per gli stimoli atletici offerti dalla camminata, quanto per l’ambiente molto particolare che si va ad esplorare.
Ci troviamo nell’estrema propaggine settentrionale delle splendide Dolomiti di Brenta, al cospetto dell’imponente Cima Grostè (m. 2901).

Da Campo Carlo Magno
La prima parte del dislivello (450 m), è coperta con la cabinovia di Campo Carlo Magno (m. 1600), a poco più di un chilometro da Madonna di Campiglio, raggiungibile anche a piedi sulla comoda pedonale, che costeggia la strada asfaltata.
Raggiunta la stazione intermedia presso il Rifugio Boch (m. 2085) per il quale, vista l’eleganza, la definizione “rifugio” è francamente fuori luogo; proseguiamo verso nord su sentiero, distanziandoci un poco dal percorso della funivia, che prosegue verso Passo Grostè.

Il Rifugio Graffer
In poco meno di mezz’ora siamo nei pressi del confortevole Rifugio Graffer (m. 2261), crocevia fondamentale per molti itinerari, sopratutto scialpinistici, ma interessante anche per una sosta culinaria estiva all’aperto, sfruttando i numerosi tavoli.

Proseguiamo sempre verso nord su pietraia, con pendenza più severa, in un ambiente lunare che fa risaltare prepotentemente la mutevolezza del Brenta: pur trattandosi di un massiccio piuttosto raccolto, ogni luogo toccato dai nostri trekking suscita in noi sensazioni ed emozioni sempre diverse.
Puntiamo verso destra su grandi placche rocciose, evitando l’arrivo della cabinovia, nei pressi del Rifugio Stoppani (m. 2500), fino ad intersecare il sentiero che conduce al celebre Passo Grostè (m. 2440/ 30-40 minuti dal Graffer), facile e fondamentale punto di passaggio fra il Brenta occidentale e quello orientale.

Il miraggio della vetta
Logica prosecuzione del trekking è quella verso Cima Grostè, apparentemente agevole da conquistare, ma che anche per la via normale presenta difficoltà non trascurabili: tratti di arrampicata non banali ed un camino di secondo grado poco prima della sommità.
Il nostro viaggio purtroppo si interrompe, visto l’inaspettato innevamento di inizio estate, figlio delle abbondanti nevicate primaverili ed un maggio straordinariamente rigido.

Non c’è delusione, anzi le nostre motivazioni e la nostra curiosità, non fanno altro che accrescersi, al cospetto del fascino mutevole delle Dolomiti di Brenta…alla prossima.

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2 Comments

    • Troppo gentile Marco…il Brenta è un Massiccio da visitare assolutamente e il Groste`un luogo dal fascino particolare.

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