Casa Coppi

Pedalando nella storia del Ciclismo

Non si sfugge alla propria natura, il nostro DNA non si può modificare, la vita va avanti, le esperienze si moltiplicano, ma alcuni aspetti rimangono immutabili.
E’ lo sport che mi è entrato dentro, senza compromessi, dopo averlo trascurato per oltre 8 anni, è ritornato a far sentire prepotentemente la propria presenza nel mio codice genetico: il Ciclismo.
Quest’anno, compatibilmente con gli acciacchi dell’età che avanza e con la mia intensa attività di trekker, sono ripartito: nuova energia, nuovi obiettivi…nuove speranze.

Verso la Leggenda
Per inaugurare degnamente la mia nuova primavera sui pedali, era doverosa una visita a “Casa Coppi”, alla scoperta delle origini del Campionissimo Fausto Coppi, indimenticabile protagonista di una generazione irripetibile di campioni delle nostre zone.
La descrizione dell’itinerario settimanale riguarda l’ultimo tratto di salita verso Castellania, paese natale di Fausto, sulle colline del Tortonese.

Non si tratta di una scalata particolarmente significativa dal punto di vista tecnico e atletico, ma l’importanza storica e sentimentale del luogo raggiunto è imprescindibile per qualsiasi appassionato di questo meraviglioso sport.

Pedalata agevole
Dal Comune di Villalvernia, con provenienza da Tortona, si seguono le indicazioni sulla sinistra e dopo un breve strappo per uscire dall’abitato, si prosegue in falsopiano fino al bivio per il Comune di Sant’Agata (altra salita non dura, ma comunque interessante).
Proseguiamo diritti, dando inizio alla nostra “fatica” verso Castellania.

La salita vera e propria misura poco più di 2 km, durante il primo tratto le pendenze toccano l’8%.
Giunti ad una rotonda, dove svoltiamo a sinistra, ha inizio la fase più impegnativa verso l’abitato di Carezzano, dove la strada ottimamente asfaltata, si impenna oltre il 10% per brevi tratti.

Al traguardo
Sugli ultimi 2 km verso il traguardo, fra piacevoli saliscendi, apprezziamo la bellezza di questa zona collinare ed appenninica, che amiamo tanto anche per i nostri trekking “podistici”.
L’arrivo è in un luogo denso di storia: il monumento dedicato al Campionissimo, il museo, le immagini delle sue epiche imprese sulle montagne nelle gigantografie che punteggiano il paese, quelle con il fratello Serse prematuramente e tragicamente scomparso.

Qui tutto riporta a quelle antiche emozioni.
C’è ammirazione nei nostri sguardi ed orgoglio nel nostro cuore…ed anche un po’ di rimpianto, per un’epopea ciclistica, ma anche umana irripetibile ed ormai sempre più lontana nel tempo.

Note:
– Il museo è aperto al pubblico sabato e domenica dalle ore 15 alle ore 18:30 (la domenica e festivi l’orario può subire variazioni).
– Presso il bar-ristorante “Il Grande Airone” che sale in bici può usufruire del servizio doccia nei locali della Proloco.

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2 Comments

  1. un luogo ricco di storia, da ricordare e far conoscere ai più piccoli. il ricordo del grande campione e dell’importanza che aveva un tempo l’Italia nel ciclismo ci deve rendere orgogliosi.
    purtroppo è vero, quei tempi sono sempre più lontani, ma chissà che trasmettendo ai posteri questo senso di grandezza e di orgoglio per ciò che rappresentavamo nel mondo, un giorno con l’impegno e la dedizione riusciremo ad essere di nuovo protagonisti. questo discorso può essere ampliato a tutto lo sport in generale

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